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Pannelli in poliuretano: PUR o PIR? Le differenze e cosa compri davvero

Pannelli in poliuretano: PUR o PIR? Le differenze e cosa compri davvero

— Buongiorno, cerco dei pannelli in poliuretano per il tetto.

— PIR, quindi?

— Non lo so. Nel progetto c’è scritto «pannelli in poliuretano», il vicino dice «PUR» e nei negozi vedo dappertutto «PIR». Sono tre cose diverse?

Due, e per di più parenti stretti. Il guaio è che sul mercato i nomi girano come sinonimi, e tu devi ordinare una merce precisa senza sbagliare di una lettera. Sbrogliamo la matassa con ordine: prima la chimica in un’immagine, poi quello che si vede sull’etichetta e nei documenti.

PUR e PIR sono una sola famiglia. Da dove vengono allora due nomi?

Entrambe le sigle descrivono una schiuma poliuretanica rigida: una materia plastica espansa in modo da essere fatta di milioni di celle chiuse piene di gas. È quel gas, imprigionato nelle celle, a dare una conduttività termica molto bassa.

Il PUR è il poliuretano nella ricetta classica. Il PIR, cioè il poliisocianurato, nasce dagli stessi componenti ma in proporzioni diverse, per cui una parte delle molecole si chiude in anelli isocianurici stabili.

Immagina un ponteggio: nel PUR i tubi sono uniti da singoli giunti, nel PIR ogni pochi nodi entra un anello rigido che tiene insieme il tutto quando comincia a fare caldo.

Alla domanda «PUR o PIR» la risposta è quindi: l’uno e l’altro sono pannelli in poliuretano, solo che il PIR è la variante con una struttura più fittamente reticolata e più resistente.

Che cosa cambiano quegli anelli quando fa caldo?

La differenza si vede in due situazioni: nel fuoco e nella normale calura estiva sotto il manto di copertura.

I legami del PUR classico cedono prima sotto l’effetto della temperatura, quindi la schiuma rammollisce e si decompone più in fretta. Gli anelli isocianurici sono più stabili. Il produttore dei pannelli termPIR® indica che queste strutture si decompongono solo oltre i 300 °C, e che a contatto con la fiamma la schiuma carbonizza e forma in superficie uno strato che protegge le parti più profonde dell’anima.

Questo non vuol dire che il PIR sia incombustibile. Resta una materia organica: il pannello termPIR® AL non in opera ha classe di reazione al fuoco E negli spessori 50–250 mm e F in quelli più sottili. Le classi più alte compaiono solo in opera — il termPIR® AL in sistema con lamiera grecata raggiunge B-s2,d0, e il termPIR® ETX nel sistema a cappotto valutato nell’ETA 17/0066 — B-s1,d0. Che cosa significano queste lettere e questi indici lo abbiamo spiegato nel testo sulle euroclassi di reazione al fuoco.

La seconda questione è la stabilità dimensionale. Un pannello che sotto un manto scuro si restringe o si imbarca apre i giunti, e ogni fessura è una perdita di calore. Nella dichiarazione del termPIR® AL, per gli spessori da 50 mm in su, trovi le sigle DS(70,90)3 e DS(-20,-)2: il prodotto è stato provato a 70 °C con il 90% di umidità e a −20 °C.

Perché oggi un pannello isolante è quasi sempre PIR?

Perché l’edificio chiede all’isolamento proprio queste due cose: comportarsi in modo prevedibile in caso di incendio e mantenere le dimensioni per decenni. I pannelli in poliuretano di fabbrica per isolare tetto, pavimento, parete e fondazione oggi si producono quindi soprattutto nella variante PIR.

Il PUR non è sparito, ha solo cambiato indirizzo. Lo incontri nella schiuma di montaggio in bomboletta, nelle schiume a spruzzo, nelle colle e nelle guarnizioni. Quando qualcuno dice «pannelli PUR» o «pannelli in schiuma poliuretanica» e intende un pannello rigido con rivestimento per isolare la casa, in pratica quasi sempre parla del PIR.

C’è poi un altro equivoco che vale la pena disinnescare. Nel parlare comune si chiama «pannello in poliuretano» anche il pannello sandwich: due lamiere d’acciaio profilate con un’anima di schiuma in mezzo. È un altro prodotto — per il tamponamento di capannoni, magazzini, celle frigorifere e garage, non per isolare una casa. Se cerchi proprio quello, dai un’occhiata ai pannelli sandwich PIR; da qui in avanti si parla solo di pannelli isolanti.

Come verificare sull’etichetta e nella DoP che cosa compri davvero?

Il nome commerciale non decide nulla, quindi prendi in mano due documenti: la scheda tecnica e la Dichiarazione di Prestazione, in breve DoP. È lì che il produttore dichiara i parametri del prodotto e se ne assume la responsabilità.

Parti dalla norma. I pannelli di questo tipo rientrano nella PN-EN 13165 — l’edizione polacca della norma europea EN 13165 — il cui titolo parla di «prodotti di poliuretano espanso rigido (PU)». Una sola norma copre entrambe le varianti, perciò il suo numero sull’etichetta da solo non ti dice se hai in mano PUR o PIR. L’informazione la trovi nella descrizione dell’anima: nelle schede termPIR® lì c’è scritto schiuma rigida poliisocianurata, cioè PIR.

Poi leggi quattro voci della tabella della dichiarazione. Sull’esempio del termPIR® AL si presentano così:

  • λD = 0,022 W/(m·K) — conduttività termica dichiarata; più è bassa, più sottile è lo strato che dà lo stesso effetto.
  • Reazione al fuoco: E (50–250 mm), F (20–49 mm) — sempre con l’intervallo di spessori e sempre per il prodotto non in opera.
  • CS(10/Y)120 — sforzo di compressione di almeno 120 kPa al 10% di deformazione; conta sotto il massetto e sul tetto piano.
  • WL(T)2 — assorbimento d’acqua a lungo termine non superiore al 2%.

Infine confronta il codice del prodotto-tipo con l’offerta e controlla che la tabella copra il tuo spessore. Il codice è un breve identificativo della dichiarazione, per esempio termPIR/AL/18 — lo stesso deve comparire nell’offerta e sull’etichetta. Tutta l’anatomia di questi documenti la ripercorriamo nella guida a DoP, ETA e certificato AVCP.

Rivestimento, spessore, formato — tre scelte più importanti del nome della schiuma

Nei quattro pannelli della tabella qui sotto l’anima è la stessa: schiuma PIR con densità di 30 kg/m³. A decidere dove il pannello si può posare è ciò di cui è rivestito.

ProdottoRivestimentoλD [W/(m·K)]Spessori nel negozioFormato [mm]
termPIR® ALlaminato carta–alluminio, a tenuta di gas0,02220–250 mm600 × 1200 e 2400 × 1200
termPIR® ETXvelo di vetro, permeabile al vapore0,025–0,02750–200 mm600 × 1200
termPIR® WSvelo di vetro, permeabile al vapore0,025–0,02720–200 mm600 × 1200 e 2400 × 1200
termPIR® AL GKcarta–alluminio e lastra in cartongesso da 12,5 mm0,022 (anima)20–120 mm (strato PIR)1200 × 2600

Nei pannelli con velo di vetro la λD dipende dallo spessore: 0,027 sotto gli 80 mm, 0,026 nell’intervallo 80–119 mm e 0,025 da 120 mm in su.

Il termPIR® AL è la variante universale: tetto, pavimento, solaio, fondazione e parete a intercapedine, cioè un muro con l’isolamento nel mezzo. Il suo rivestimento «in alluminio» è un sottile laminato di carta e alluminio spesso circa 0,1 mm, non lamiera. Non lascia passare il vapore acqueo, quindi questo pannello non si posa sotto intonaco.

Per isolare la facciata con il sistema a cappotto (ETICS), cioè sotto intonaco sottile, serve esclusivamente il termPIR® ETX, posato con collante e rete di sistema secondo ETA 17/0066. Il termPIR® WS ha un velo simile e va su tetti piani, terrazze e pareti di cantine e fondazioni.

Il termPIR® AL GK è un prodotto pensato per lavorare dall’interno: sottotetto sotto i travetti, parete dal lato interno. L’isolamento dall’interno richiede però un’analisi termo-igrometrica e una barriera al vapore continua, cioè uno strato che ferma il vapore acqueo — questa stratigrafia falla verificare prima dell’acquisto.

Restano formato, bordi e pacchi. Il formato grande significa meno giunti sulla falda, quello piccolo si porta più facilmente nel sottotetto e si taglia meglio attorno al camino. FIT è il bordo dritto, LAP quello battentato, TAG il maschio e femmina, che chiude il giunto a incastro.

I pannelli si comprano a pacchi interi: il termPIR® AL da 100 mm è in pacchi da 5 pezzi, cioè 3,60 m² nel formato piccolo oppure 14,40 m² in quello grande. Tutte le varianti le abbiamo raccolte nella categoria pannelli isolanti PIR.

Isolare il tetto con pannelli in poliuretano — da dove cominciare?

Dalla stratigrafia. Il risultato migliore lo dà la posa sopra i travetti: i pannelli stanno in strato continuo sull’estradosso dei travetti, quindi il legno non interrompe l’isolamento. L’ordine degli strati lo mostra il nostro sistema tetto inclinato con termPIR® sopra i travetti.

Poi lo spessore. La resistenza termica si calcola con la formula R = d / λ. Per 150 mm di termPIR® AL:

R = 0,150 / 0,022 = 6,82 m²·K/W

Aggiungendo le resistenze superficiali sui due lati della struttura (in tutto 0,14 m²·K/W) viene U ≈ 1 / 6,96 ≈ 0,14 W/(m²·K), a fronte del requisito delle Condizioni Tecniche polacche WT 2021 per la copertura, U ≤ 0,15. È una stima per il solo strato isolante; a fare fede è il progetto.

Perché 150, se anche 140 mm arrivano a 0,15? Perché ci arrivano al pelo, e le viti che fissano i controlistelli, cioè i listelli che premono i pannelli contro i travetti, attraversano l’isolamento e peggiorano il risultato. La tua stratigrafia la verifichi nel calcolatore U-value.

E un dettaglio facile da saltare: i giunti dei pannelli con rivestimento alluminato si sigillano con nastro in alluminio. Solo un rivestimento nastrato lavora come uno strato continuo e a tenuta, e non come un insieme di pezzi a tenuta.

Il tetto non è l’unico posto. Gli stessi pannelli lavorano nel pavimento contro terra, sul solaio, nella parete a intercapedine e sulle fondazioni — una rassegna divisa per tipo di edificio la trovi nel testo sulle applicazioni dei pannelli PIR.

Chi produce i pannelli in poliuretano e da cosa dipende il prezzo?

La domanda sul produttore ha un senso pratico: è il produttore a rilasciare la DoP e a rispondere dei parametri dichiarati. I pannelli termPIR® li fabbrica Gór-Stal. BOKKA è il distributore: siamo attivi da dieci anni, vendiamo i pannelli di questo produttore, li teniamo a magazzino a Wola Batorska, vicino a Cracovia, in Polonia, e gestiamo il negozio online. In che cosa differisce nella pratica l’acquisto dal produttore, dal distributore e dall’intermediario lo abbiamo descritto nella guida come scegliere il fornitore di pannelli PIR.

Con il prezzo è come con il nome: una parola, più variabili. Il prezzo al metro quadro dei pannelli in poliuretano dipende anzitutto dallo spessore, poi dal rivestimento, e nell’ordine si aggiunge l’arrotondamento a pacchi interi. Qui non diamo cifre, perché cambiano più spesso dell’articolo. Spessori, disponibilità e prezzi aggiornati si vedono nel Negozio BOKKA, mentre il metodo per calcolare il budget lo abbiamo mostrato nel testo quanto costa un pannello PIR.

Compri PIR. La domanda è: quale

«Pannelli in poliuretano» è il nome di una famiglia. PUR e PIR ne sono parenti, e il pannello di fabbrica per isolare un edificio oggi è in pratica PIR, perché sopporta meglio la temperatura e mantiene le dimensioni. Lo confermi in un minuto: norma PN-EN 13165 sull’etichetta, PIR nella descrizione dell’anima, parametri nella DoP.

La vera scelta comincia dopo. Il rivestimento decide l’applicazione, lo spessore la trasmittanza termica U, formato e bordo la comodità di posa. Parti quindi dalla struttura che devi isolare, non dalla sigla sull’imballo.

🤝 Contatta un consulente tecnico BOKKA — dicci che cosa devi isolare: sceglieremo variante e spessore dei pannelli isolanti termPIR® e ti invieremo la documentazione completa.


Fonti:

  • PN-EN 13165+A2 — Isolanti termici per edilizia — Prodotti di poliuretano espanso rigido (PU) ottenuti in fabbrica — Specificazione
  • PN-EN 13501-1 — Classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione — reazione al fuoco
  • Dichiarazione di Prestazione termPIR® AL (DoP n. termPIR/AL/18) — λD, classi di reazione al fuoco, CS(10/Y)120, WL(T)2, stabilità dimensionale
  • Brochure «Pannelli isolanti termPIR®» (Gór-Stal, 2025) — tipo di anima, rivestimenti, dimensioni, λD dei pannelli con velo di vetro
  • Schede tecniche termPIR® AL, ETX, WS e AL GK
  • ETA 17/0066 — Valutazione Tecnica Europea del sistema ETICS con pannelli termPIR® ETX
  • EN ISO 6946 — Componenti ed elementi per edilizia: resistenza termica e trasmittanza termica (resistenze Rsi/Rse)
  • Regolamento polacco sulle condizioni tecniche che devono soddisfare gli edifici e la loro ubicazione (WT 2021)

Domande frequenti

In cosa differisce un pannello PUR da un pannello PIR?
Sono entrambi schiuma poliuretanica rigida a celle chiuse, quindi «pannelli in poliuretano» è il nome dell'intera famiglia. Il PIR (poliisocianurato) ha nella struttura anelli isocianurici stabili, grazie ai quali sopporta meglio le alte temperature e a contatto con il fuoco carbonizza invece di rammollire in fretta. Per questo i pannelli di fabbrica per l'isolamento degli edifici oggi si producono soprattutto in PIR, mentre il PUR si incontra più spesso in schiume, colle e guarnizioni.
I pannelli in poliuretano sono adatti a isolare il tetto?
Sì — per il tetto a falde si sceglie più spesso il termPIR® AL posato sopra i travetti, cioè in strato continuo sull'estradosso dei travetti. Punta a 150 mm: come stima danno U ≈ 0,14 W/(m²·K), mentre 140 mm soddisfano solo al pelo il requisito di 0,15 delle Condizioni Tecniche polacche WT 2021. Dal lato del sottotetto, sotto i travetti, si usa il termPIR® AL GK con lastra in cartongesso accoppiata in fabbrica. A fare fede è il progetto della stratigrafia.
Chi produce i pannelli in poliuretano termPIR®?
I pannelli termPIR® li produce Gór-Stal — è il produttore a rilasciare la Dichiarazione di Prestazione e a rispondere dei parametri del prodotto. BOKKA è il distributore: vende questi pannelli dal magazzino di Wola Batorska, vicino a Cracovia, in Polonia, e tramite il negozio online. Davanti a ogni offerta conviene chiedere chi è il produttore e farsi dare la dichiarazione per lo spessore preciso.
Quanto costano i pannelli in poliuretano?
Il prezzo al metro quadro dipende soprattutto da spessore e tipo di rivestimento, e l'ordine si arrotonda a pacchi interi. Due offerte confrontale quindi sempre a parità di spessore e di variante del pannello. Prezzi aggiornati e disponibilità di ogni spessore si vedono nelle schede prodotto del Negozio BOKKA.

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